

"Troplao"
Notizie Vecchie e Nuove di Arguello
Verbale dell’Incontro del 15 Marzo 2012
Partecipanti:
Rita Cortini,
Pina e Marino DeStefanis,
Angelo Bosio,
Amabilina Giribaldi,
Anna Francone,
MariaRosa Mossio,
Beppe Fenocchio,
Maria Marenda in Secco,
Fiorenza Cavallotto- Elio Francone,
Domenica Frigimeliga con Rosanna e Raffaele,
Silvana Giordano in Secco con Arianna ed Enrico.
Anna Francone ha raccontato di quando andavano a “Spiorè” castagne nocciole e Amabilina ha aggiunto che si andava anche a Spiorè (racimolare dopo la raccolta) il grano.
Anna e Elio ricordano quando andavano con il “Baso” e due secchi a prendere l’acqua alla fontana. Elio racconta che poi iniziarono a scavare delle vasche per la raccolta dell’acqua . Ricorda che mentre scavavano quella ancora esistente sotto casa ,Tuta antra roca e tiravo fora di péirass gross parèi! Una notte la volpe venne a nascondere la lepre che aveva catturato ,così al mattino trovarono la lepre mancante solo della testa.
Angelo ricorda che I ressiin (Segatori di assi)per prendere il ritmo e far capire al proprietario del tronco quanto era faticoso ,se il tronco era grande dicevano Arènc antér, se il tronco era piccolo e senza nodi: mèz arènc.
Elio e Bruno raccontano che all’Arditao Dolfo e Massimo. facevano i Réssiin e andavano anche a segare a domicilio con il "Troplao"(Sega senza telaio)
Domenica,che era andata ad abitare a Torino, dopo le vacanze an Lesme non voleva più rimanere in città.Piangeva sempre e così papà e mamma la accompagnarono dal Parin che aveva già sette figli e la lasciarono finchè non venne il tempo di andare a scuola. A sette otto anni,il sabato tornava in Langa viaggiando da sola in corriera. Ricorda che a suo Parin fu regalato un merluzzo secco che appese in cantina per le grandi occasioni. Tuttavia ,quando i bambini chiedevano cosa si mangiava con la polenta lui concedeva di andare a passare la fetta di polenta sul merluzzo!
Anna rammenta che si appendeva anche una acciuga al centro della tavola e si passava la polenta sopra così che prendesse sapore! Oppure si sbatteva un uovo e lo si metteva al centro del tavolo e tutti pucciavano .
Pina racconta che portavano le lenzuola con i buoi “Ao lavèll “ a Cerretto. Le lavavano poi le stendevano sul prato. Per le ragazze giovani era una prova di abilità: se al primo colpo non erano in grado di creare “Ra bola” non erano ancora “bonè da marié”.
Elio racconta che negli anni ’40 ,nel Regime Fascista,Veniva assegnato il tabacco agli uomini anche se non fumavano. Dei Francone nessuno fumava e tuttavia c’erano dei Lestofanti che venivano con la pistola da Cesarin e Gioanin a farsi dare il tabacco.
Anna e Amabilina confermano che anche a quei tempi vi erano delle persone malvagie che uccidevano per pochi soldi. Ricordano che uccisero un uomo che tornava a casa dopo aver venduto i buoi. Gli presero i soldi e lo ferirono,pensandolo morto lo abbandonarono ma questo riuscì ad arrivare nell’aia di casa. Forse riuscì a dire il nome di chi lo aveva derubato o forse no. Dopo poco tempo colui che aveva sorretto tra le braccia l’ucciso scomparve, fu trovato da due ragazze che andavano per funghi, sei mesi dopo impiccato in un boschetto. Ampicò o pendù perché temevano avesse ascoltato le ultime parole del derubato e ferito? Non si seppe mai.
Beppe di Neive Arguello